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	<title>Colonie Olivetti 100 &#187; Olivetti</title>
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		<title>Soggiorno marino Olivetti di Marina di Massa</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Mar 2008 19:03:51 +0000</pubDate>
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		<title>Soggiorno marino Olivetti di Donoratico</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Mar 2008 19:03:30 +0000</pubDate>
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Nelle colonie marine di Marinella di Sarzana prima e poi di Donoratico tre erano gli appuntamenti fissi per ciascun turno:
1.	LA FIERA. Era una giornata in cui il parco della colonia si trasformava in un luna park con stand ideati e costruiti dai monitori. I bambini circolavano liberamente mettendo alla prova la loro abilità e divertendosi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://farm4.static.flickr.com/3106/2799602452_fd48474b55.jpg" alt="colonia donoratico" /></p>
<p>Nelle colonie marine di Marinella di Sarzana prima e poi di Donoratico tre erano gli appuntamenti fissi per ciascun turno:<br />
1.	LA FIERA. Era una giornata in cui il parco della colonia si trasformava in un luna park con stand ideati e costruiti dai monitori. I bambini circolavano liberamente mettendo alla prova la loro abilità e divertendosi fino all’ora di cena. Per diversi anni la fiera fu aperta al pubblico diventando un elemento di richiamo anche per la popolazione locale e per i turisti presenti sul territorio. In una foto si vede il bazar: era lo stand che offriva regali a tutti i partecipanti. Si trattava di manufatti alla cui realizzazione partecipavano tutti i monitori sin dall’inizio del turno (bisognava preparare oltre 700 regalini per ciascuna fiera). I bambini, partecipando ai vari giochi, accumulavano buoni-punto da spendere poi appunto nel bazar.<br />
2.	 LA DRAMMATIZZAZIONE . Saggio teatrale offerto dagli adulti ai bambini. Nell’arco di un’estate non veniva mai ripetuto lo stesso soggetto per evitare che chi veniva in colonia per due turni potesse assistere ad uno spettacolo già visto. In genere fiera e drammatizzazione trattavano lo stesso argomento. Ad esempio se la drammatizzazione era “Pinocchio”, tutti gli stand della fiera riguardavano ambienti e personaggi della favola di Collodi, se invece si trattava di un episodio delle “Mille e una notte” gli stand erano ovviamente in tema  (per questo motivo in alcune foto si vedono i monitori vestiti da arabi).<br />
3.	IL FALO’ IN SPIAGGIA. Era la festa di fine turno. Tutta la colonia si riuniva intorno al fuoco ed ogni gruppo offriva dei canti agli altri partecipanti. Venivano anche fatti dei ban,giochi cantati ai quali tutti partecipavano con entusiasmo. Da notare che sia a Marinella che a Donoratico si aveva a disposizione una spiaggia enorme che permetteva questo tipo di attività.<br />
In spiaggia venivano organizzate anche gimcane  ed altri grandi giochi che vedevano coinvolti più grandi gruppi divisi comunque per fasce di età. Per alcuni anni i gruppi dei più grandi parteciparono alla pesca con la sciabica. Il pescato era così abbondante che alla sera si organizzava una “grigliata” molto apprezzata dai pescatori in erba. Il tutto ebbe fine quando fu proibito questo tipo di  pesca.<br />
Se un bambino festeggiava il suo compleanno in colonia, veniva organizzata una cena in pineta spesso a base di carne alla brace e dolci preparati dal suo gruppo di appartenenza che aveva a disposizione il locale e l’occorrente per poter fare attività cucina.<br />
I gruppi dei più grandi si recavano anche in gita. Le mete più frequentate erano Volterra, Siena e Pisa.<br />
Almeno una volta in ciascun turno veniva organizzata la cocomerata: merenda in spiaggia a base di anguria a cui partecipava anche il personale.<br />
Le ore dell’immediato dopo pranzo erano dedicate alla siesta: in questo lasso di tempo i bambini potevano scegliere fra il riposo in camerata o la permanenza nella zona del parco riservata al proprio grande gruppo. Chi optava per questa seconda soluzione trascorreva il tempo con giochi da tavolo, con attività rilassanti quali vimini, bigiotteria, origami, ecc… In molti comunque si dedicavano alla raccolta di pinoli (in alcune foto si vedono bambini che mostrano orgogliosi il frutto della loro ricerca) che spesso diventavano moneta di scambio o venivano utilizzati per preparare dolci da consumarsi nella festa di fine turno.<br />
Domenico Bosco    </p>
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		<title>Olivetti: la fabbrica a misura di bambino</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Mar 2008 18:58:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pat</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
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		<category><![CDATA[servizi sociali]]></category>

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Una moderna fabbrica, centro di una grande organizzazione industriale, qual è l&#8217;Olivetti, non è soltanto un luogo di lavoro, una sede di produzione, ma si esprime anche quale ambiente sociale, cioè ambiente di convivenza e di relazione. Questa realtà si manifesta e trova la sua pertinente strumentazione in un complesso di previdenze e di prestazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/wpQYeKuoaOw&#038;hl=en&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/wpQYeKuoaOw&#038;hl=en&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p>Una moderna fabbrica, centro di una grande organizzazione industriale, qual è l&#8217;Olivetti, non è soltanto un luogo di lavoro, una sede di produzione, ma si esprime anche quale ambiente sociale, cioè ambiente di convivenza e di relazione. Questa realtà si manifesta e trova la sua pertinente strumentazione in un complesso di previdenze e di prestazioni che sono il risultato di un&#8217;azione coerente, condotta da una generica opera iniziale fino alla istituzione di organici servizi sociali.<br />
Il sistema di tali servizi (molti dei quali vengono attuati dall&#8217;azienda poiché l&#8217;organizzazione dello Stato, dei Comuni e degli altri enti pubblici è spesso carente e non adeguata alla realtà dei problemi industriali del nostro Paese) tende a dare ad ogni sua attività non il significato immediato di un beneficio o di un adeguamento del lavoratore alla fabbrica e al suo posto, bensì quello più completo di una integrazione capace di restituire all&#8217;uomo la sua responsabilità di scelta e di giudizio. Questo avviene anche perchè i servizi sociali vengono gestitiattraverso il Consiglio di Gestione, che costituisce nell&#8217;azienda un organismo statutariamente riconosciuto e che ha possibilità di azione autonoma, cui i lavoratori partecipano direttamente. [...]</p>
<p>Tutte le prestazioni dei servizi sociali hanno un carattere di diritto e vengono effettuate dai diversi istituti nel rispetto di quelle norme formulate con l&#8217;approvazione dei lavoratori: il diritto ai servizi sociali costituisce ormai un&#8217;effettiva caratterizzazione del contratto di lavoro Olivetti. I diversi istituti e servizi investono tutti i problemi sociali, di gruppo e individuali di maggiore interesse, da quello della maternità a quello dell&#8217;assistenza sociale, da quello dei trasporti a quello degli alloggi e delle mense. [...]</p>
<p>Nella evoluzione dei servizi sociali si possono ravvisare le linee di un&#8217;azione volta a rendere ancora più penetrante quel rapporto di solidarietà allorché la dimensione della fabbrica, negli anni della sua fondazione e immediatamente successivi, consentiva la possibilità di una integrazione e di un contatto diretto fra tutti i suoi componenti. Con l&#8217;espandersi dell&#8217;impresa e l&#8217;inevitabile esaurirsi del rapporto diretto fra i lavoratori e fra questi e la Direzione, la possibilità di mantenere operanti ed attivi tutti i vari rapporti venne assunta soprattutto dai servizi sociali. [...]</p>
<p>Le fabbriche Olivetti hanno sempre un particolare rapporto con l&#8217;ambiente che le circonda; hanno cioè una destinazione territoriale che le impegna quali elementi stimolatori di tutta la vita locale. La fabbrica ha la preoccupazione costante di contribuire all&#8217;equilibrio economico, sociale, culturale ed urbanistico della zona in cui opera e cerca di favorire la stabilità di questo equilibrio con tutte le sue manifestazioni, intervenendo anche con il suo patrimonio di uomini e di mezzi a fianco di tutti gli enti pubblici e privati di interesse collettivo. Questa politica verso l&#8217;ambiente, che non è soltanto una politica di pubbliche relazioni giacché assolve ad un impegno preciso che la fabbrica sente verso il territorio che le dè vita, si attua sul piano di tanti, liberi rapporti. La forza dell&#8217;Azienda non intende mai sostituirsi agli organismi ed istituti locali, ma cerca di potenziare l&#8217;attività, svolgendo a loro favore un&#8217;opera di promozione culturale e di consulenza tecnica.<br />
È chiaro quindi che l&#8217;Azienda per poter raggiungere questi scopi debba trovare, prima di tutto nel suo interno, la possibilità di una cultura unitaria. Ed a questa ricerca tendono proprio gli strumenti del servizio sociale; gli stessi strumenti che si rivolgono poi anche verso l&#8217;ambiente, affrontando i temi dell&#8217;organizzazione e dello sviluppo.</p>
<p>da <em>Servizi ed assistenza sociale di fabbrica</em>, a cura della Direzione dei Servizi Sociali e della Direzione Pubblicità e Stampa della Società Olivetti, Gennaio 1963, pp 11-18  </p>
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