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	<title>Colonie Olivetti 100 &#187; colonie</title>
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		<title>Le colonie estive</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Sep 2008 19:01:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le Colonie Olivetti sono state istituite per consentire ai bambini fra i 6 e i 12 anni di trascorrere un soggiorno di circa un mese in condizioni climatiche ed igieniche ideali. Ma le colonie consentono anche ai ragazzi di partecipare a tante attività che possono favorire il loro sviluppo ordinato e la formazione di un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le Colonie Olivetti sono state istituite per consentire ai bambini fra i 6 e i 12 anni di trascorrere un soggiorno di circa un mese in condizioni climatiche ed igieniche ideali. Ma le colonie consentono anche ai ragazzi di partecipare a tante attività che possono favorire il loro sviluppo ordinato e la formazione di un atteggiamento responsabile.<br />
I bambini partecipano liberamente alle attività della colonia, frequentando l’uno e l’altro dei vari «gruppi» istituiti secondo i diversi interessi. Corsi di istruzione complementare, discussioni di gruppo e manifestazioni di ogni genere (sportive, ricreative e culturali) organizzate dagli stessi giovani, consentono e richiedono a ciascuno di loro di valutare costantemente le proprie capacità ed opinioni e trasformano il soggiorno in colonia in una vera e propria esperienza di vita collettiva.<br />
Per tali ragioni, viene posta particolare attenzione nella selezione delle monitrici (che sono sempre maestre elementari o assistenti sociali), alle quali spetta il compito di organizzare la vita di grupo e di aiutare i bambini di fronte ai loro problemi.</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/alcerosso/2862965088/" title="olivetti100 Brusson 1975: le pentolacce attacco by alce.rosso, on Flickr"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3055/2862965088_0a39015e2d.jpg"  float="none" width="500" height="620" alt="olivetti100 Brusson 1975: le pentolacce attacco" /></a></p>
<p>da Servizi ed assistenza sociale di fabbrica, a cura della Direzione dei Servizi Sociali e della Direzione Pubblicità e Stampa della Società Olivetti, Gennaio 1963, pp 40-60</p>
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		<title>Colonia diurna di Cascina Vesco e Villa Girelli</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Mar 2008 19:04:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pat</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cenni storici e architettonici
I padiglioni della colonia diurna vennero edificati per meglio ospitare le attività ludiche provvisoriamente organizzate nella vicina Cascina Vesco, adibita poi a scuola materna; l’accesso alla struttura era riservato ai figli dei dipendenti Olivetti di età compresa fra i sei e i quattordici anni.
Il complesso architettonico sorge sulla collina di Montenavale e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Cenni storici e architettonici</strong><br />
I padiglioni della colonia diurna vennero edificati per meglio ospitare le attività ludiche provvisoriamente organizzate nella vicina Cascina Vesco, adibita poi a scuola materna; l’accesso alla struttura era riservato ai figli dei dipendenti Olivetti di età compresa fra i sei e i quattordici anni.<br />
Il complesso architettonico sorge sulla collina di Montenavale e si compone di cinque padiglioni con struttura in legno funzionalmente affiancati ad un vecchio fabbricato rustico riadattato, dove sono alloggiati i servizi centrali, le cucine e le attività integrative come musica, ceramica, ecc, ..<br />
I primi tre padiglioni furono costruiti nel 1970 ed ottennero l’abitabilità nel 1971; i due successivi denominati “oro” e “argento”, presero forma e vennero resi agibili quattro anni dopo, nel 1975.<br />
La scelta del progettista di utilizzare strutture “prefabbricate” in legno, con ampie superfici vetrate, era tesa a favorire il massimo contatto dei ragazzi con i materiali naturali e ‘ambiente esterno.<br />
I tre padiglioni del primo lotto, a pianta quadrata, sono raccolti intorno a una corte aperta sul lato sud e collegati fra loro con camminamenti coperti; il tetto a quattro falde si protende verso l’alto formando una acuta piramide la quale, per effetto di una finestra a nastro che ne segna la base staccandola dalla mantovana sottostante, sembra essere sospesa nel vuoto.</p>
<p><img src="http://farm4.static.flickr.com/3265/2774800505_6162afdbfa.jpg" alt="Villa Girelli" /></p>
<p>I due padiglioni “oro” e “argento”, di epoca successiva, sono invece isolati e indipendenti, la pianta è sempre a base quadrata ma di superficie più estesa rispetto ai primi tre edifici,e il tetto a quattro falde presenta una inclinazione molto lieve, in totale contrasto con le “piramidi” poco distanti. In prossimità del colmo si aprono otto lucernari zenitali in “perspex”, due per ogni falda, per consentire una buona illuminazione naturale anche al centro del salone sottostante.<br />
In tutti e cinque i padiglioni la copertura è sorretta da travatura a capriate in legno a vista, le parti vetrate sono protette all’esterno da graticci in legno, che salvaguardano le lastre dagli urti accidentali e, nel contempo, arricchiscono i semplici prospetti intonacati a civile.<br />
Ogni edificio è essenzialmente composto da una sala centrale quadrata adatta a tutte le attività libere e alla refezione; la parte centrale è attorniata da spazi più raccolti, separati solo da basse tramezze in legno, adibiti alle diverse attività ordinate fra cui la biblioteca, la falegnameria, la stamperia, la legatoria, il laboratorio fotografico, gli spazi per la pittura, ecc..<br />
L’arredamento interno è stato progettato in stile rustico, che si accosta alle strutture in legno a vista degli edifici.<br />
La colonia dispone in comune con i terreni di pertinenza della Cascina Vesco di un’area verde di oltre 60.000 metri quadrati, attrezzata per i giochi all’aperto e la ricreazione</p>
<p>da Daniele Boltri, Giovanni Maggia, Enrico Papa, Pier Paride Vidari, <em>Architetture olivettiane a Ivrea</em>, 1998, Gamgemi Editore, pp. 271-273</p>
<h3>La Cooperativa sociale Alce Rosso e il Centro di Villa Girelli oggi</h3>
<p>La cooperativa Alce Rosso è nata nel 1995 con l’obiettivo di fornire servizi educativi e ricreativi di qualità per l’infanzia e l’adolescenza. Fondata da un gruppo di animatori delle colonie stanziali della società Olivetti, la cooperativa prende il nome da un grande gioco di strategia, tradizionalmente proposto ai bambini nei servizi di educazione estiva olivettiani, e dà inizio alle sue attività con la gestione del Centro Estivo di Villa Girelli per conto dell’Olivetti stessa.<br />
Le possibilità date dalla L. 285/97 permettono alla cooperativa di prendere in gestione la struttura di Villa Girelli, insediandovi, nel 1998, una ludoteca e consentendo, quindi, al pubblico di utilizzare gli spazi durante tutto l’arco dell’anno anziché durante i soli mesi estivi.<br />
L’apertura al pubblico del Centro di Villa Girelli ha dato avvio ad un duplice percorso: da un lato, recuperare il patrimonio pedagogico Olivetti, l’esperienza del C.I.G.I. (Comitato Italiano Gioco Infantile), dei parchi Robinson e la struttura stessa di Villa Girelli; dall’altro, rispondere ad una forte esigenza del territorio creando un luogo dove i bambini, e non solo loro, possano trovare un canale di espressione dei propri bisogni e della propria creatività, siano attivamente coinvolti in tutti gli aspetti dell’esperienza educativa e possano intessere relazioni sociali nuove e positive.<br />
In breve tempo, la cooperativa ha ampliato la gamma di servizi educativi offerti sia presso il Centro di Villa Girelli che sul territorio canavesano. Dal 2000, infatti, ha esteso le sue attività anche al di fuori del Centro di Villa Girelli ed ha consolidato la sua esperienza nella progettazione e/o gestione operativa e pedagogica di numerosi servizi educativi come, ad esempio, asili nido, spazi incontro per genitori, servizi di accoglienza scolastica, servizi di sostegno a bambini con bisogni speciali, centri di aggregazione giovanile, informagiovani, centri per la cultura giovanile, percorsi formativi per operatori del settore educativo.<br />
Nel 2005 la cooperativa Alce Rosso ha acquistato l’immobile di Villa Girelli dando maggiore stabilità al proprio progetto di recupero, reinterpretazione e innovazione del patrimonio pedagogico Olivetti e rispondendo alla forte esigenza del territorio di continuare ad avere servizi educativi accessibili e di qualità.<br />
Proprio in quest’ottica, la cooperativa Alce Rosso sta inoltre cercando di rinnovare la struttura di Villa Girelli adeguando alle nuove normative l’intero immobile, in particolare i padiglioni e gli arredi del parco giochi. Grazie ad un finanziamento ottenuto dalla Regione Piemonte e ad un innovativo progetto pedagogico, nel 2006 è stato realizzato il completo restauro del Padiglione Rosso per l’apertura del Micronido di Villa Girelli.</p>
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		<title>Soggiorno marino Olivetti di Marina di Massa</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Mar 2008 19:03:51 +0000</pubDate>
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		<title>Soggiorno marino Olivetti di Donoratico</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Mar 2008 19:03:30 +0000</pubDate>
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Nelle colonie marine di Marinella di Sarzana prima e poi di Donoratico tre erano gli appuntamenti fissi per ciascun turno:
1.	LA FIERA. Era una giornata in cui il parco della colonia si trasformava in un luna park con stand ideati e costruiti dai monitori. I bambini circolavano liberamente mettendo alla prova la loro abilità e divertendosi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://farm4.static.flickr.com/3106/2799602452_fd48474b55.jpg" alt="colonia donoratico" /></p>
<p>Nelle colonie marine di Marinella di Sarzana prima e poi di Donoratico tre erano gli appuntamenti fissi per ciascun turno:<br />
1.	LA FIERA. Era una giornata in cui il parco della colonia si trasformava in un luna park con stand ideati e costruiti dai monitori. I bambini circolavano liberamente mettendo alla prova la loro abilità e divertendosi fino all’ora di cena. Per diversi anni la fiera fu aperta al pubblico diventando un elemento di richiamo anche per la popolazione locale e per i turisti presenti sul territorio. In una foto si vede il bazar: era lo stand che offriva regali a tutti i partecipanti. Si trattava di manufatti alla cui realizzazione partecipavano tutti i monitori sin dall’inizio del turno (bisognava preparare oltre 700 regalini per ciascuna fiera). I bambini, partecipando ai vari giochi, accumulavano buoni-punto da spendere poi appunto nel bazar.<br />
2.	 LA DRAMMATIZZAZIONE . Saggio teatrale offerto dagli adulti ai bambini. Nell’arco di un’estate non veniva mai ripetuto lo stesso soggetto per evitare che chi veniva in colonia per due turni potesse assistere ad uno spettacolo già visto. In genere fiera e drammatizzazione trattavano lo stesso argomento. Ad esempio se la drammatizzazione era “Pinocchio”, tutti gli stand della fiera riguardavano ambienti e personaggi della favola di Collodi, se invece si trattava di un episodio delle “Mille e una notte” gli stand erano ovviamente in tema  (per questo motivo in alcune foto si vedono i monitori vestiti da arabi).<br />
3.	IL FALO’ IN SPIAGGIA. Era la festa di fine turno. Tutta la colonia si riuniva intorno al fuoco ed ogni gruppo offriva dei canti agli altri partecipanti. Venivano anche fatti dei ban,giochi cantati ai quali tutti partecipavano con entusiasmo. Da notare che sia a Marinella che a Donoratico si aveva a disposizione una spiaggia enorme che permetteva questo tipo di attività.<br />
In spiaggia venivano organizzate anche gimcane  ed altri grandi giochi che vedevano coinvolti più grandi gruppi divisi comunque per fasce di età. Per alcuni anni i gruppi dei più grandi parteciparono alla pesca con la sciabica. Il pescato era così abbondante che alla sera si organizzava una “grigliata” molto apprezzata dai pescatori in erba. Il tutto ebbe fine quando fu proibito questo tipo di  pesca.<br />
Se un bambino festeggiava il suo compleanno in colonia, veniva organizzata una cena in pineta spesso a base di carne alla brace e dolci preparati dal suo gruppo di appartenenza che aveva a disposizione il locale e l’occorrente per poter fare attività cucina.<br />
I gruppi dei più grandi si recavano anche in gita. Le mete più frequentate erano Volterra, Siena e Pisa.<br />
Almeno una volta in ciascun turno veniva organizzata la cocomerata: merenda in spiaggia a base di anguria a cui partecipava anche il personale.<br />
Le ore dell’immediato dopo pranzo erano dedicate alla siesta: in questo lasso di tempo i bambini potevano scegliere fra il riposo in camerata o la permanenza nella zona del parco riservata al proprio grande gruppo. Chi optava per questa seconda soluzione trascorreva il tempo con giochi da tavolo, con attività rilassanti quali vimini, bigiotteria, origami, ecc… In molti comunque si dedicavano alla raccolta di pinoli (in alcune foto si vedono bambini che mostrano orgogliosi il frutto della loro ricerca) che spesso diventavano moneta di scambio o venivano utilizzati per preparare dolci da consumarsi nella festa di fine turno.<br />
Domenico Bosco    </p>
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		<title>Soggiorno montano Olivetti di Brusson</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Mar 2008 19:03:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[

Cenni storici e architettonici
Nel 1956 la Società Olivetti bandì un concorso per la progettazione e costruzione di una colonia montana estiva in Val d’Ayas, aperto a tutti gli architetti iscritti negli albi professionali di Piemonte, Liguria, Lombardia e Veneto.
Le caratteristiche specifiche per la colonia vennero formulate dai servizi sociali Olivetti sulla base delle esperienze didattiche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://farm4.static.flickr.com/3284/2854343770_0c248b9814.jpg" alt="brusson" /><br />
<strong><br />
Cenni storici e architettonici</strong><br />
Nel 1956 la Società Olivetti bandì un concorso per la progettazione e costruzione di una colonia montana estiva in Val d’Ayas, aperto a tutti gli architetti iscritti negli albi professionali di Piemonte, Liguria, Lombardia e Veneto.<br />
Le caratteristiche specifiche per la colonia vennero formulate dai servizi sociali Olivetti sulla base delle esperienze didattiche formulate in oltre vent’anni. La formula doveva permettere l’alternarsi di occasioni di riunione, di gioco, di studio e raccoglimento nell’arco della giornata. A questo scopo si desiderava una costruzione basata su un nucleo centrale di servizi comuni, attorno al quale si articolassero unità più propriamente residenziali, autonome ma non totalmente svincolate. Le unità dovevano essere cinque: ciascuna dimensionata per trenta bambini per un massimo di 150 ospiti.<br />
L’area venne scelta presso il paese di Brusson, nella Valle d’Ayas a 1.300 mt. di altezza.<br />
Il concorso non ebbe un vero vincitore: venne stilata una sorta di classifica che andava dal secondo al quinto in graduatoria, senza però esplicitare un primo classificato.<br />
Seguì un concorso di secondo grado, questa volta per inviti. Per questa seconda tornata fu richiesto di presentare un progetto a Carlo Scarpa (che si presentò con Gilda D’Agaro), Giancarlo Pozzo, Giorgine Jolanda Wiskemann, Mario Righini e Carlo Mazzeri, oltre che ai primi quattro classificati del concorso precedente.<br />
Vennero ribadite le specifiche precedenti: un edificio adatto ad accogliere circa 150 bambini, attrezzato per lo studio, lo sport e lo svago.<img src="http://farm4.static.flickr.com/3046/2774920029_44d44e5296_m.jpg" alt="giorotondo" /> Il progetto vincitore fu quello di Claudio conte e Leonardo Fiori. I progettisti svolsero il tema con grande scrupolo e sensibilità nei confronti dell’ambiente naturale nel quale l’edificio doveva essere inserito. [...]</p>
<p>L’impianto compositivo si sviluppa su una traccia modulare. La struttura portante è in calcestruzzo armato. Buona parte dei procedimenti di costruzione si sono basati  su sistemi di montaggio a secco per permettere al cantiere di avanzare anche durante la stagione peggiore, per questa ragione i progettisti si sono rivolti alla produzione in serie di molte parti.<br />
I materiali sono stai influenzati dall’ambiente vallivo: la pietra per i muri al piano terra e il legno come materiale fondamentale per tutte le chiusure esterne. Le chiusure dotate di ampie vetrate sono raccordate con murature in granito al piano terra e in legno al primo piano.<br />
L’orditura delle facciate è costruita da elementi prefabbricati in rilievo che vogliono riprendere il motivo dei boschi circostanti.<br />
La prima immagine del complesso che si coglie giungendo dalla strada è quella del grande piazzale a sud, all’intorno del quale sono disposti i campi per i giochi all’aperto.<br />
Le costruzioni si sviluppano lungo tre assi ortogonali formando tre bracci di differenti dimensioni. Il corpo principale è sito in corrispondenza dell’asse maggiore, che segue la direzione del crinale in direzione nord sud, ed è posto in posizione dominante. All’estremità sud è localizzato il grande salone, adattabile sia a teatro che a palestra, dal quale si dipartono le cinque sezioni, che sfilano in direzione nord sfalsandosi ad ogni blocco per favorire l’irraggiamento solare.<br />
Le cinque sezioni corrispondono ad altrettante unità residenziali, ciascuna dimensionata per ospitare un gruppo di trenta bambini; ogni unità è distinta su due piani: al piano terreno è posto un ambiente di soggiorno – pranzo con una zona rialzata per la refezione e la parte in prossimità delle ampie finestre a veranda destinata per i giochi al coperto.<br />
Al piano primo, raggiungibile mediante una scala interna in ferro e pietra da ogni zona pranzo, trova spazio un zona notte, con i dormitori ed i servizi igienici (docce, lavabi, wc). Ogni dormitorio dispone di trenta posti con letti sistemati a gruppi di quattro  alcuni letti a castello.<img src="http://farm3.static.flickr.com/2157/2775764744_1831b7fd8e_m.jpg" alt="siesta" />Per ogni sezione sono previste stanze separate per le monitrici con i servizi igienici dedicati. Nel corpo di fabbrica a sud, disposto trasversalmente rispetto all’asse mediano, sono ricavati gli “atelier”, disposti a gradoni per le attività di laboratorio; ad essi si accede direttamente dall’esterno o da un corridoio seminterrato proveniente dallo scantinato della palestra. I servizi generali (cucina, lavanderia, dispense), l’alloggio del custode e le centrali tecnologiche sono localizzati invece nel corpo di fabbrica trasversale disposto a nord; gli alloggi per il personale sono invece disposti all’estremità est del complesso, al livello inferiore, con affaccio diretto verso il torrente che scorre ai piedi della montagna.<br />
La palestra è completamente apribile verso l’anfiteatro esterno, del quale costruisce la “quinta” di fondo, consentendone una utilizzazione completa, interno/esterno, senza soluzioni di continuità.<br />
L’area verde al contorno è divisa in tre zone: una più alta e pianeggiante a sud, per giochi e spettacoli all’aperto, la seconda rivolta a ovest, verso valle, sulla qual si affacciano le aree di soggiorno e gli atelier, terza sul fronte nord, attrezzata a parco giochi; sul versante est il bosco lambisce la costruzione, degradando sino al torrente.<br />
Sui prospetti del corpo servizi, al tono naturale del legno, sono accostati pannelli di un bel roso vivo, così da ottenere un piacevole contrasto cromatico con il verde circostante. Il rosso è spesso accostato da elementi neri, per riprendere i colori caratteristici dello stemma della Valle d’Aosta. L’arredamento interno riprende gli elementi tipici del luogo, con elementi in legno massello di abete. La copertura, sostenuta da capriate in calcestruzzo armato, è realizzata con lamiere grecate metalliche coibentate.</p>
<p>da Daniele Boltri, Giovanni Maggia, Enrico Papa, Pier Paride Vidari; <em>Architetture olivettiane a Ivrea</em>, 1998, Gamgemi Editore, pp. 277-280</p>
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		<title>Campeggi</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Mar 2007 19:04:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pat</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cenni sorici e architettonici
Un fine educativo identico a quello delle colonie viene conseguito dai pre-campeggi e campeggi. I giovani, in rispetto dei problemi caratteristici della loro età, assumono una notevole responsabilità del buon funzionamento del campo. Anche qui hanno la possibilità di esprimere e perfezionare i loro interessi, e di organizzare le varie attività della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Cenni sorici e architettonici</strong><br />
Un fine educativo identico a quello delle colonie viene conseguito dai pre-campeggi e campeggi. I giovani, in rispetto dei problemi caratteristici della loro età, assumono una notevole responsabilità del buon funzionamento del campo. Anche qui hanno la possibilità di esprimere e perfezionare i loro interessi, e di organizzare le varie attività della giornata. Oartecipando ai diversi gruppi, un giovane può dedicarsi alla redazione e stampa del giornale del campo, alle piccole inchieste d’ambiente, alla preparazione di gite ed escursioni. Il campeggio diventa quindi un interessante luogo di incontro tra i giovani di diversa provenienza e formazione, di diverso sesso e di diversa nazionalità. I campeggi che godono di impianti fissi in località marine e montane sono anche forniti dell’equipaggiamento necessario a consentire gruppi di tre o quattro elementi di effettuare gite ed escursioni di qualche giorno in assoluta autonomia.<br />
Per i ragazzi dai 13 ai 14 anni funzionano a Marina di Massa e a Saint Jacques di Champoluc dei pre-campeggi che si avvalgono per alvune loro esigenze, data l’età dei frequentanti, dei servizi delle vicine colonie. Altri campeggi “mobili” vengono poi organizzati sulla base delle richieste e dei programmi formulati durante riunione di gruppo appositamente indette nel corso dell’anno dagli stessi futuri partecipanti. </p>
<p><img src="http://farm4.static.flickr.com/3274/2799602832_d83ab8d528.jpg" alt="St. Jacques" /></p>
<p>da <em>Servizi ed assistenza sociale di fabbrica</em>, a cura della Direzione dei Servizi Sociali e della Direzione Pubblicità e Stampa della Società Olivetti, Gennaio 1963, pag. 60</p>
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